La lenta agonia dei parami

Allevamento intensivo, interessi minerari e cambiamenti climatici all'origine di un progressivo degrado di questo ecosistema delicatissimo

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Il 70% della popolazione colombiana consuma acqua potabile proveniente dai parami (páramos in spagnolo). Tra loro gli 8 milioni di abitanti della capitale Bogotà e di altre città andine quali Bucaramanga, Calì, Popayan, Pasto, Manizales e Ibagué. I parami sono tipici ecosistemi delle montagne andine, si situano tra gli alti boschi andini e i ghiacciai, ad un'altitudine compresa tra i 3300 e i 4400 metri.

Una delle cascate dei parami
Una delle cascate dei parami (©Samuel Bregolin)

 La principale caratteristica di questi ecosistemi è la capacità di catturare l'enorme umidità atmosferica di queste zone e convogliarla nel terreno dove, centinaia di metri più in basso, forma cascate, fiumi e laghi. A causa del cambio climatico, la pianta principale di questo ecosistema, il frailejon, è colpito da una malattia di cui non si conosce ancora bene né l'origine né l'effettiva diffusione. Mentre anche la qualità dell'acqua degli oltre 2500 piccoli laghi presenti nei parami rischia di scomparire a causa del surriscaldamento globale.

Dei 37 parami presenti in Colombia, per un totale di oltre due milioni di ettari, 30 sono considerati zona protetta e 19 sono stati dichiarati parchi nazionali. Queste ampie zone di montagna però sono difficili da sorvegliare, l'aumento dell'allevamento intensivo di bestiame da parte delle popolazioni residenti e l'interesse minerario di alcune regioni minacciano di distruggere le capacità di accumulo di riserve idriche dei parami.

Samuel Bregolin

Condividi