La pandemia che non si sente (1)

Ginostra e i suoi 40 cittadini non hanno mai sofferto la solitudine e per loro, il confinamento, è una pratica di vita quotidiana

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

I libri di storia, tra qualche anno, racconteranno il 2020 come "l'anno della pandemia", del "tutto chiuso", dell'isolamento. Chissà se qualche pagina sarà dedicata a quegli umani che della pandemia si sono accorti solo per averla vista, letta o sentita tramite i media? Noi abbiamo voluto raccontarvi oggi le loro storie di "Isolati da sempre" e lo facciamo qui, sul web, e ad Albachiara, in radio. Quattro puntate, da oggi e per i prossimi mercoledì, dal Mediterraneo alle Alpi.

L'isola nell'isola

Arcipelago delle Eolie: sulle pendici del vulcano di Stromboli  sorge un’isola nell’isola. È Ginostra, un borgo collegato al resto del mondo solo attraverso un minuscolo approdo, che può ospitare unicamente un’imbarcazione alla volta. L’alternativa è uno scosceso sentiero, ormai in disuso, che conduce al centro abitato più grande dell’isola, sul versante opposto del vulcano.

Sebbene l’orografia del territorio la renda difficilmente accessibile, Ginostra non ha mai sofferto la solitudine. Tuttavia, il borgo ha subìto lungamente un particolare “isolamento”: servizi di base – come elettricità, poste e lo stesso porticciolo – hanno richiesto ai residenti anni di lotte. Poi, negli ultimi vent'anni, sono arrivati.

Le complesse dinamiche della quotidianità non hanno però impedito a una piccola comunità internazionale di stabilirsi in questo angolo remoto del Mediterraneo. Oggi i 40 abitanti stabili sperano che la piccola società ginostrana possa continuare a far vivere il borgo, mantenendo un equilibrio fra le attività turistiche esistenti e la natura selvaggia del territorio.

Marco Carlone - Daniela Sestito

Condividi