La pandemia con Micio e Fido

"In 35 anni, mai stati così sottoccupati", dice Emanuele Besomi della SPAB, ma è "allarme abbandoni" per il dopo lockdown

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

"Il 2020 è stato un anno particolare. In oltre 35 anni di esistenza del rifugio per animali della SPAB (Società protezione animali Bellinzona) a Gorduno per la prima volta siamo stati completamente sottoccupati per quanto riguarda i cani che cercano casa". Così il presidente SPAB, Emanuele Besomi, traccia - a grandi linee - il bilancio di un anno di lavoro durante la pandemia.

"Il lockdown ha accentuato la richiesta di animali - aggiunge - e l'adozione di un animale, soprattutto penso a cani e gatti, è andata probabilmente a sopperire alla mancanza di relazioni umane dovuta alle restrizioni causate dalla pandemia". "Occuparsi di un animale permette di rimanere occupati, di avere degli impegni. È un metodo. L'animale è un essere vivente che bisogna accudire e del quale bisogna essere responsabili", spiega.

I ticinesi, insomma, durante il 2020 hanno abbandonato molti meno animali rispetto alle medie di un anno normale. "E questo è un risultato molto importante - prosegue Besomi -, ma ne hanno adottati di nuovi e questo ci fa paura per il futuro. Tra il 2021 ed il 2022 prevediamo infatti che ci saranno diverse rinunce".

Insomma, non siamo ancora usciti dall'emergenza sanitaria, ma alla SPAB è già scattato "l'allarme abbandoni" per il dopo lockdown. "Le persone torneranno a lavorare a tempo pieno. Avranno meno tempo. Non potranno occuparsi dell'animale al meglio. E si accorgeranno di aver fatto una scelta non sensata, dettata magari dal buon cuore, ma anche dalla solitudine", continua Besomi. "Il mio appello dunque - conclude - è il seguente: quando adottate un animale, non lasciatevi prendere dall'entusiamo. Siate razionali. Ci vuole buonsenso".

 
joe.p.
Condividi