La riforma elettorale grigionese

Dal maggioritario al proporzionale: il 13 giugno si voterà sul nuovo sistema d'elezione del Gran Consiglio retico. Lo speciale dossier di RSI News

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Il prossimo 13 giugno il popolo grigionese sarà chiamato a esprimersi su un cambiamento di sistema per l'elezione del Parlamento cantonale. La riforma è stata richiesta dal Tribunale federale. Il Governo voleva adattare il sistema maggioritario attuale, ma la maggioranza del Gran Consiglio ha optato per un biproporzionale su cui i cittadini dovranno appunto pronunciarsi. Sarebbe una svolta storica destinata probabilmente a cambiare gli equilibri politici del cantone.

La RSI dedica all'appuntamento alle urne una serie di approfondimenti raccolti in un apposito dossier online. Fatti, posizioni e ipotesi su un voto storico.

Il Tribunale federale ha messo in subbuglio la politica grigionese, ma i giudici di Losanna non sono intervenuti a caso. Affinché la massima istanza giudiziaria si esprima sui meccanismi politici ci vuole, infatti, qualcuno che faccia causa, che esprima i suoi dubbi ricorrendo alle vie legali. In questo caso si tratta di un gruppo di cittadini di sinistra che ha chiesto un chiarimento. Il Tribunale amministrativo cantonale aveva respinto la causa, sottolineando che per ben otto volte il popolo aveva affossato alle urne delle iniziative popolari che chiedevano l’introduzione di un sistema proporzionale o misto. Il ricorso ai giudici di Mon-Repos ha portato ad un chiarimento definitivo. La sentenza è arrivata il 29 luglio del 2019.

Le asimmetrie grigionesi

In definitiva il problema sta nell’evoluzione demografica del cantone. In oltre un secolo, le vallate si sono spopolate, mentre la regione di Coira è cresciuta in maniera importante. Nella valle del Reno vive ormai la metà della popolazione. Già con il vecchio sistema si è cercato di rimediare, togliendo dei seggi ai circoli minori, così Poschiavo ha perso negli anni Novanta il suo terzo seggio, mentre Coira ha oggi 20 rappresentanti.

La riforma grigionese

La riforma grigionese

Il Quotidiano di venerdì 12.02.2021

 

Ma il sistema con 39 circoli pone dei limiti all’adeguamento, perché almeno un seggio è garantito. Così i 160 cittadini svizzeri della vallata di Avers eleggono un loro granconsigliere, mentre a Coira, che conta da sola quasi 28'000 aventi diritto, c’è un deputato ogni 1’400 abitanti. Il circolo di Surses – per intenderci la regione di Bivio e Savognin – ha un solo deputato, come Avers, ma conta quasi 2'000 votanti. Con questi calcoli, il Tribunale federale ha evidenziato come il voto di un cittadino di Avers Cresta pesi 8,5 volte più di uno di Coira e ben 12 volte di più rispetto all’avente diritto di Savognin. Da qui la sintesi: per quel che riguarda l’elezione del Parlamento, i Grigioni hanno un problema di uguaglianza fra i cittadini.

I limiti del maggioritario

La corte segnala anche un secondo problema: il sistema maggioritario funziona quando si conoscono le persone che si candidano, quando c’è un rapporto diretto fra elettore ed eletto. Per la prima volta la corte fissa anche una cifra, affermando che in un circolo elettorale che supera i 7'000 abitanti non è possibile pensare che ci sia questo rapporto immediato e che, quindi, l’appartenenza a una formazione politica diventa determinante per l’orientamento e le scelte politico-elettorali. Nei circondari che superano queste dimensioni si impone quindi il sistema proporzionale.

 

Ci sono sentenze di principio del Tribunale federale che fanno discutere. Questa ha fatto riflettere e soprattutto ha messo in moto un processo di riforma. Il tempo stringe, visto che i giudici chiedono che venga introdotto un nuovo sistema già in occasione del prossimo rinnovo del parlamento, previsto per il maggio del 2022.

Daniele Papacella

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