L'addio di Michele Bertini

L'ex enfant prodige del PLR luganese lascia la poltrona in Municipio in rotta con il suo partito e dice: "Io sono un istintivo. E le decisioni non sono mai per sempre..."

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Era il 7 gennaio del 2020. A Lugano, in casa PLR, esplode la bomba: Michele Bertini annuncia, in rotta con il partito, che non intende ricandidarsi. La notizia fa scalpore, per molti era sembrato l'erede naturale di Giorgio Giudici. Ed invece, pochi giorni dopo, il 31 gennaio la Mobiliare di Lugano comunica che Bertini diventerà il loro agente generale al posto di Marco Ferrari.

“Ripensarci? Le decisioni non sono mai per sempre. Ma quello che dovevo dire al partito... l’ho detto. E in questo anno non è cambiato nulla. La mia strada quella era e quella è rimasta. Non c’è mai stata un’esitazione. Certo di chiamate di giornalisti che mi chiedevano se ci stessi ripensando ne ho ricevute molte”, svela il vicesindaco di Lugano.

“Ma il 18 marzo, alla sera, ecco l’annuncio del Consiglio di Stato: le elezioni comunali sono annullate, il Covid-19 cambia tutti i piani”, racconta ancora Bertini. “C’era grande preoccupazione generale. Per noi tutti, la crisi sanitaria e il lockdown erano un’incognita enorme. In quel momento ricordo bene che mi sono detto: occorre andare avanti un altro anno”.

“E' stato un anno difficile senza il contatto diretto con la gente, che è il sale della politica. Ma è stato anche un anno positivo perché ha permesso di chiudere alcuni progetti. Per esempio sono molto soddisfatto di aver portato a conclusione, con il voto del Consiglio comunale, il credito per l’edificazione della nuova sede della Divisione spazi urbani al Piano della Stampa. E’ un credito importante, di oltre 50 milioni. Ma soprattutto si è arrivati così a chiudere un capitolo di politica luganese aperto da 15 anni con la necessità del Dicastero di spostarsi da Via Sonvico per permettere lo sviluppo del nuovo quartiere di Cornaredo. E questo permette poi di dare avvio al l resto: la nuova viabilità, il Polo sportivo e tutto lo sviluppo dell’area”, aggiunge.

E a chi si chiede se il suo è un addio definitivo alla politica, Bertini risponde cosi… lasciando una porticina semiaperta: “Le pianificazioni di carriera forse si facevano un tempo. Non mi appartengono. A me piace vivere il momento. Anche in maniera abbastanza istintiva. Ed è proprio l’istinto quello che mi ha fatto leggere una situazione che in questo momento non mi dava le condizioni affinché io potessi continuare serenamente nel PLR”.

Joe Pieracci

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