L'anoressia: un male, due cure

Sotto la lente una delle tante malattie che il Covid-19 ha messo in secondo piano. Tanto conosciuta quanto incompresa e a volte anche letale

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A. ha combattuto per 10 anni l’anoressia unita alla bulimia. Quando la incontriamo, ha nelle mani una lista scritta a mano quattro anni fa, con gli obiettivi per l’anno. Far capo ai sonniferi pur di non sentire la fame, mangiare al massimo 10 penne, correre tre volte al giorno. A. oggi è molto lucida: “Meno male che non ho continuato. Una lista così ti porta alla morte”.

Con la nascita di suo figlio, si è rivolta al reparto per i disturbi del comportamento alimentare dell’ospedale di Mendrisio. L'unico percorso possibile sul territorio, perché a differenza di altre regioni, il Ticino non offre una clinica specializzata.

Così c'è anche chi per curarsi, lascia il canton Ticino. Nella puntata di oggi, martedì, di Modem è stata raccontata anche la storia della ticinese Laura. Lei, per uscirne, ha varcato il confine e ha raggiunto la struttura Villa Miralago, una comunità terapeutica vicino a Ponte Tresa, che offre una presa a carico integrata, multidisciplinare e prolungata.

 

Le testimonianze proposte dimostrano che l’anoressia è un male che ancora oggi è difficilmente compreso dalla società e che attualmente sono due i possibili binari della presa a carico. Uno ospedaliero e uno di comunità privata. Questo tema verrà dibattuto dai diretti interessati mercoledì 3 giugno nella puntata di Modem alle 8.20 su Rete Uno. Gli ospiti saranno Claudia Ariemma, medico psichiatra che lavora nel centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Ospedale Regionale di Mendrisio e Leonardo Mendolicchio, direttore sanitario della clinica Villa Miralago a Cuasso al Monte, medico, psichiatra e psicanalista.

Alice Pedrazzini
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