Las Vegas inghiottita dal deserto

La "città del peccato" (Sin City) è diventata un tutt'uno con la natura circostante e la desolazione ha scalzato il divertimento

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Gli Stati Uniti sono tristemente i primi in classifica Covid-19 con quasi quattrocentomila casi, mentre lo Stato di New York ha superato i centomila malati, con la California che si avvicina sempre di più a quota quindicimila. Abbiamo visitato Las Vegas, nello Stato del Nevada, la città che non dorme mai e del gioco d'azzardo che dall'inizio della crisi è diventata una vera e propria città fantasma.

La famosa “Strip”, il corso principale, dove si trovano i più popolari e pittoreschi hotel e casinò al mondo, luogo amatissimo dai turisti per il divertimento più sfrenato, le roulette e per la musica dei djs più in voga del momento, è sprofondata in un macabro silenzio. Le migliaia di visitatori che quotidianamente invadono pacificamente Las Vegas sono spariti. Con la chiusura della “Sin City” (la città del peccato), sono venuti alla luce anche gli oltre sei mila senza tetto che la abitano nella più totale indifferenza delle istituzione locali che hanno scelto di chiuderli in parcheggi all'aperto senza neanche un materasso.  Tutti gli alberghi, intanto, restano vuoti.

Daniele Compatangelo

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