Latte materno: la prima banca romanda

Il Lactarium di Losanna si affiancherà alle analoghe strutture già attive nella Svizzera tedesca e conta di riuscire a raccogliere almeno 300 litri all'anno

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All’inizio sarà solo per i grandi prematuri, ma col passare del tempo e il successo del nuovo Lactarium di Losanna, anche altri neonati potranno ricevere il latte materno conservato nella prima banca di latte materno romanda.

Il progetto sarà attivo da inizio 2022 e nasce grazie al sostegno finanziario di Cantone e fondazioni private e dall’impegno dell’ospedale cantonale CHUV e del centro regionale di trasfusioni della Croce Rossa. Già, perché per conservare il latte donato bisognerà analizzarlo, pastorizzarlo e tracciarlo. Di questo se ne occuperà principalmente il Centro della Croce Rossa.

Annualmente sono 800-900 i bambi che nascono ogni anno allo CHUV, e una parte è prematuro. Céline Fischer Fumeaux, neonatologa all’ospedale cantonale lo dice chiaramente: “Il latte materno della banca del latte è la seconda migliore opzione per i bambini prematuri dopo il latte della propria mamma. Ma spesso, purtroppo, la propria mamma non riesce offrirlo o a produrlo ed è qui che interviene il Lactarium. Il latte materno non è un semplice alimento e impedisce complicazioni digestive gravi come la enterocolite necrotizzante, l'emergenza gastrointestinale più frequente nei neonati.

Costato 550'000 franchi, ora il Lactarium spera di raccogliere almeno 300 litri all’anno e in seguito di estendere ad altre categorie di neonati la propria disponibilità.

Riccardo Bagnato
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