Le Svizzere d'Italia (3)

Una nuovo modo di intendere le vacanze aveva fatto quasi dimenticare Piccola Svizzera, ma la pandemia l'ha riportata in auge

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Siamo giunti all'ultima tappa del nostro viaggio tra una "Piccola Svizzera" d'Italia e l'altra. Lasciate Comano, e Cava de' Tirreni oggi andiamo proprio a "Piccola Svizzera", frazione del comune di Tagliacozzo, nella parte marsicana della provincia dell’Aquila, dove, in Via Zurigo, si passeggia in mezzo agli abeti.

Una Svizzera (piccola) a un'ora da Roma

A Tagliacozzo, tra gli anni ’60 e ’70, è sorto un centro residenziale che sovrasta la piana di Fonte Danese, cioè il pianoro carsico dove affiorava una piccola sorgente che ha avuto la ventura di essere l’alimentazione del primo acquedotto di questo antico comune che fu anche capitale dei Marsi. Era l’epoca della febbre edilizia dovuta alla domanda di seconde case. Piccola Svizzera nasce così, in più era in una posizione ideale sia dal punto di vista paesaggistico, incastonata tra le montagne abruzzesi, sia da quello logistico per la vicinanza, una novantina di chilometri, a Roma, la capitale.

Alessandro Santariga, figlio del fondatore di Piccola Svizzera, rievoca i fasti del centro residenziale, frequentato da molti volti noti della politica e dello spettacolo, mentre uno dei nuovi residenti ci spiega perché ha scelto di vivere qui, lontano dalla dimensione metropolitana. Nei decenni sono cambiati gli usi e i costumi relativi a viaggi e vacanze, si è allargato il raggio dell’esperienza turistica, e questi cambiamenti hanno investito la Piccola Svizzera finché la pandemia non ha riacceso il bisogno e il desiderio di un altrove nel verde, ma non lontano dalla città. Ma... perché la Svizzera è assurta, per molti, riferimento ideale di questo altrove? Una risposta la fornisce Franco Salvatori, geografo dell’Università di Tor Vergata, già presidente della Società geografica italiana.

Checchino Antonini - Massimo Lauria

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