L'iniezione "anti-Messico"

Le donne centroamericane dirette verso gli States subiscono abusi e violenze, così, prima di partire, assumono un anticoncezionale

Migliaia e migliaia di donne, ogni anno, si mettono in viaggio e lasciano l'Honduras, il Guatemala, El Salvador, il Nicaragua, per attraversare il Messico e raggiungere gli Stati Uniti d'America. Fuggono dalla violenza, dalla povertà, dalla mancanza di prospettive, sperando di riuscire a costruirsi una vita migliore. Sono donne giovanissime, già mamme. Quasi tutte partono da sole. Lasciando i figli nel paese d’origine, perché il cammino è troppo pericoloso. Per le donne, infatti, gli attacchi sono all’ordine del giorno ed il rischio di venire stuprate e violentate è sempre dietro l’angolo.

Loro lo sanno, ed è per questo che spesso, prima di partire, si iniettano il Depo-Provera, un anticoncezionale composto da un solo ormone, la cui efficacia dura per novanta giorni. La chiamano "L'iniezione anti-Messico", e si vende senza ricetta nelle farmacie di El Salvador, Guatemala e Honduras.

Ad Ixtepec, una località nello stato di Oaxaca, nel Messico meridionale, il centro “Hermanos en el Camino” offre ospitalità e un pasto caldo ai migranti in viaggio. “Le donne centroamericane sanno che mettendosi in viaggio vanno incontro ad abusi sessuali, ma questo non le ferma, non le distoglie dal loro obiettivo che è raggiungere gli States”, spiega l’avvocato Jose Guadalupe Altamirano Lopez, responsabile del settore legale  di “Hermanos en el Camino”.  Abbiamo incontrato anche alcune donne ospiti del centro che ci hanno raccontato cosa si sono lasciate alle spalle, cosa hanno trovato nel cammino, cosa sperano di raggiungere negli Stati Uniti (vd video).

Romina Vinci

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