Lo scout delle stelle

A colloquio col premio Nobel svizzero Michel Mayor sul funzionamento del telescopio CHEOPS (concepito a Berna e presto in orbita) ma non solo

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È il quarto premio Nobel assegnato a una persona o a un’organizzazione attiva nell’arco lemanico negli ultimi tre anni. Quello per la fisica attribuito quest’anno a Michel Mayor e Didier Queloz dell’Università di Ginevra giunge due anni dopo quello consegnato a Jacques Dubochet dell’Università di Losanna per la chimica nel 2017 e a quello per la Pace nello stesso anno conferito all’organizzazione ginevrina International Campaing to Abolish Nuclear Weapons (ICAN).

Parliamo del 24esimo premio Nobel per la Svizzera, quinta nella classifica per numero di premi Nobel dopo USA, Regno Unito, Germania e Francia e a pari merito con la Russia. Un successo straordinario per il sistema di formazione dell’arco lemanico, per le due principali Università sul territorio, per il Politecnico federale di Losanna, per l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare altrimenti conosciuta come Cern. Un sistema sostenuto fra gli altri dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, fatto però soprattutto da tante persone, scienziati e ricercatori.

E una di loro è proprio Michel Mayor. Astronomo, vodese, per anni attivo all’Osservatorio astronomico dell’Università di Ginevra. Insieme al suo dottorando, Didier Queloz, Mayor ha scoperto nel 1995 il primo esopianeta. In altri termini il primo pianeta al di fuori del nostro sistema solare che ruota intorno a un’altra stella, nome in codice: 51 Pegasi b. Una scoperta che ha dato un notevole impulso alla ricerca astronomica.

 

Dopo 51 Pegasi b, infatti, sono stati migliaia gli esopianeti individuati. E nel frattempo gli strumenti si sono affinati, gli investimenti sono aumentati così come le collaborazioni internazionali, tanto che a fine 2019 sarà lanciato il nuovo telescopio spaziale “CHEOPS” dalla città di Kourou nella Guyana francese in America latina verso lo spazio.

L’ennesimo successo svizzero. Già. Perché CHEOPS è stato concepito dall’Università di Berna in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea, l’ESA e per un terzo è stato finanziato della Svizzera.

Di questo nuovo occhio sulle stelle ne abbiamo parlato proprio col premio Nobel, Michel Mayor, che ci ha gentilmente ricevuti presso l’Osservatorio astronomico di Versoix, nel Canton Ginevra, a una settimana dall’assegnazione del prestigioso riconoscimento. E lì, siamo stati noi a fare una nuova scoperta. A Versoix abbiamo infatti conosciuto non solo una persona particolarmente disponibile ma soprattutto un vero e proprio scout delle stelle.

Riccardo Bagnato

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