(©Jasmina Poddi)

Lunga vita al Tulipark

Vittima dell'ingordigia del pubblico nei primi giorni d'apertura il parco dei 300mila tulipani sta affascinando migliaia di visitatori

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Ha aperto i battenti a fine marzo e li avrebbe dovuti chiudere il 25 aprile, ma... il Tulipark di Roma potrà essere visitato fino a maggio visto il successo che l'iniziativa sta riscuotendo non solo tra i romani, ma anche tra moltissimi turisti.

A dire la verità le cose non erano iniziate proprio benissimo. Alcuni visitatori, nell'intento di raccogliere i tulipani - che possono essere recisi, ma non estirpati con il bulbo - ne avevano "presi" (e gettati) a centinaia. Dei trecentomila tulipani che facevano - e fanno - bella mostra di sé  ne sono andati perduti settemila in soli tre giorni. “Per tentare di salvarli, abbiamo allestito una vera e propria clinica per tulipani - racconta Davide Votadoro, ideatore e gestore del parco -. Li abbiamo messi subito nell'acqua in appositi contenitori. Purtroppo però, nonostante il processo di recupero sia stato meticoloso e repentino, abbiamo perso oltre l’ottanta per cento dei tulipani strappati e abbandonati”. E, per evitare il ripetersi della malefatta, si è introdotta la regola per la quale "gli eventuali bulbi raccolti insieme ai tulipani saranno recisi prima dell’uscita”.

Le cose, da qui in poi, sono andate migliorando di giorno in giorno e il successo è andato oltre ogni più rosea aspettativa. Basti pesare che nel week-end di Pasqua oltre cinquemila persone, tra cittadini romani e turisti hanno visitato il parco. Va notato inoltre che il Tulipark è un'iniziativa totalmente ecocompatibile. Il parco, infatti, non ha alcuna forma di irrigazione, se non quella piovana, e non sono stati utilizzati fertilizzanti o pesticidi chimici. “Il tutto per rispettare l’ambiente e per non disperdere sostanze tossiche nell’aria e nel terreno” precisa Salvatore Disca, gestore del parco. Se vi capitasse di andare a Roma...

Red.MM/J.P.

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