Ma che bel castello!...

La rocca bleniese di Serravalle sta tornando al suo antico splendore dopo i lavori di rivalorizzazione, ma il luogo nasconde ancora molti segreti

Esistono luoghi speciali ed altri unici. Il Castello di Serravalle, situato tra Ludiano e Semione, è sicuramente uno di questi e, oggi come mille anni fa, racchiude tesori che non sono ancora stati svelati. “Sì, il castello non è solo importante per la storia del Ticino, ma ha anche svelato reperti archeologici di inestimabile valore a livello internazionale”, rileva Silvana Bezzola Rigolini, archeologa e storica che ha curato i lavori di indagine a Serravalle.

Ritrovamenti unici

Il Castello di Serravalle, vero gioiello della Valle di Blenio che fu anche controllato dall’imperatore Federico II, dal 1176 è stato conquistato, distrutto, ricostruito e poi dato alle fiamme. Adesso però le vestigia del passato stanno riemergendo. Dal 2003 al 2007 sono state eseguite indagini archeologiche curate dall’Accademia di architettura di Mendrisio in collaborazione con l’Università di Basilea. E da qualche anno sono in corso lavori di valorizzazione; gli interventi dovrebbero terminare la primavera prossima, ma la ricerca archeologica condotta in questi anni ha dato alla luce tesori preziosissimi. Sono stati ritrovati, ad esempio, decine di migliaia di punte di freccia per balestra appartenenti al secondo castello e proiettili in pietra riferibili al primo castello che venivano utilizzati per il trabucco, un’antica arma d’assedio medievale simile alla catapulta. “Questi ritrovamenti hanno un valore inestimabile perché testimoniano l’utilizzo più a nord di quest’arma da guerra in Europa”, spiega Bezzola Rigolini. Poi i lavori hanno riportato alla luce i resti di un altro castello: più antico, distrutto nel 1180 in un assedio. La struttura venne ricostruita, passò alla famiglia degli Orelli e quindi ai Pepoli di Bologna per poi essere definitivamente distrutta nel 1402. “Sicuramente ad opera di un esercito; il lavoro di demolizione sistematica fu conclusa da una squadra di esperti - osserva Bezzola Rigolini -  Infatti abbiamo ritrovato impalcature in legno che sono servite alla sua demolizione completa dall’interno”.

Un luogo “energetico”

Il Castello di Serravalle si trova lungo una via di transito già utilizzata dai Romani che attraverso il passo del Lucomagno collegava nord e sud dell’Europa. Era un centro nevralgico della zona, da dove si dominava la bassa valle. “Il luogo dove è costruito non è casuale. La posizione delle mura e la vicina chiesetta di S. Maria del Castello (sopravvissuta alle conquiste), non sono state erette casualmente, bensì consciamente, con una logica ben precisa", ci dicono Manolo Piazza, geobiologo di GeoVita e Jorg-Michael Janke, ex architetto ed ingegnere tedesco oggi geomante in pensione in Val di Blenio. “La posizione non era soltanto strategica, ma il castello è stato costruito su una roccia di granito e quarzo che sprigiona un’energia tellurica molto equilibrata, ideale per un punto di riposo del bestiame e dell’uomo”. Ed è con questi interlocutori che ci siamo addentrati tra i meandri del Castello.

Mattia Pacella

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