Macumba, ma non solo

Oltre due milioni di persone praticano oggi, in Brasile, il Candomblé, la religione degli schiavi che fu osteggiata dalla chiesa cattolica

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I culti afrobrasiliani rappresentano un forte elemento di sincretismo con tratti del cristianesimo e di antiche religioni indios. La parola candomblé, di origine bantu, significa “danze in onore degli dei". Da religione degli schiavi neri, bandita dalla Chiesa cattolica, il Candomblé è sopravvissuto per secoli e si è diffuso considerevolmente dopo la fine della schiavitù nel XIX secolo. Questa religione consiste nel culto degli Orixa, spiriti, emanazioni del Dio unico Olorun. Gli Orixas sono associati a determinati colori, attività umane, tipi di alimenti, erbe mediche e trasmettono agli umani l'energia universale che è in tutte le cose e nei viventi.

Oggi circa due milioni di brasiliani praticano il Candomblé e le sue varianti, Umbanda e Macumba.  L'Umbanda ha molte similitudini con la religione afro-brasiliana, ma l'esoterismo e l'influenza dello spiritismo di Allan Kardec ha orientato questo culto verso un'adorazione degli spiriti defunti piuttosto che degli Orixa.

La Macumba invoca gli Eshou, spiriti assimilabili agli Orixa yoruba, pretos velhos (spiriti disincarnati degli antenati neri) e dei caboclos (spiriti degli Indios morti), capaci di provocare ossessioni e stati di trance.

Cristiano Tinazzi

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