Ministro del culto, ma non imam

Hamdan al Zeqri, il primo italiano musulmano di origine straniera laureatosi in Scienze Religiose per amore di conoscenza e interazione

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Ha ottenuto la cittadinanza italiana tre anni fa e non sarebbe potuto essere diversamente, anche perché parla la lingua di Dante con un perfetto accento toscano. E dell’Italia è innamorato, al punto da dire che “è un Paese al quale non manca nulla e che potrebbe dare lezioni di storia, politica e convivenza a nazioni tanto più ricche e grandi”.

Hamdan al Zeqri, italiano all’inizio per caso poi per scelta piena, è arrivato in Italia quindici anni fa per motivi di salute e poi c’è rimasto. Nato in Yemen – Paese attualmente in guerra – aveva già contratto nella sua patria di origine una malattia rarissima per la quale era stato sottoposto a un programma di ricerca e riabilitazione organizzato dalla Cooperazione Italiana, di concerto con il sistema sanitario della Regione Toscana. Oggi, dopo tanti anni, è il primo italiano musulmano di origine straniera a essersi laureato in Scienze Religiose, scelta che lo ha reso famoso suo malgrado. “Mi hanno definito l’imam che insegnerà religione nelle scuole, ma non c’è una sola verità in questa affermazione”. Al Zeqri, infatti, è ministro del culto islamico nel carcere di Sollicciano ma – dice – “non sono il responsabile di una moschea”, quindi la definizione di imam eccede i suoi incarichi reali. “Inoltre, non ho assolutamente l’intenzione di insegnare religione nelle scuole italiane. Mi sono laureato per amore di conoscenza”.

Hamdan al Zeqri è sostenitore del dialogo interreligioso e non potrebbe essere diversamente, vista anche la sua scelta di vita e di studio all’interno della comunità cristiana “Il Mulino” nel Mugello, dove vive dal 2006. Dice: “A chi mi chiede cos’è il dialogo e perché è necessario, rispondo che per me il dialogo inizia a colazione”. Letteralmente.

Laura Silvia Battaglia

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