"Noi libereremo la nostra terra"

La crisi del Sahara (1) - Marocco e Fronte Polisario, dopo 30 anni, sono tornati a combattere e il conflitto rischia ora di allargarsi

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Il conflitto tra Marocco e Fronte Polisario, per il controllo del Sahara Occidentale, è tornato ad infiammare il deserto da circa un anno. Il tutto nel quasi totale silenzio mediatico. La tregua durava dal 1991, dopo 16 anni di battaglia. Le Nazioni Unite avevano creato la Minurso (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale). Doveva vigilare sulla pace e permettere il Referendum per l'autodeterminazione dei saharawi. Ma i propositi sono rimasti tali. E il Polisario non è riuscito a contenere la pressione dei giovani saharawi, fiaccati da 45 anni di esilio nei campi di rifugiati di Tindouf, nell'inospitale deserto del Sud Ovest algerino.

Il casus belli, lo scorso 13 novembre a Guerguerat, al confine Sud con la Mauritania. I civili saharawi hanno bloccato una strada nella Buffer Zone dell'Onu. Mohamed VI, re del Marocco, ha inviato l'esercito. Il Polisario ha dichiarato decaduto il cessate il fuoco.

 

Un conflitto a bassa intensità, almeno al momento. Dieci vittime dichiarate dal Polisario e 4600 sfollati, fuggiti dalle zone accanto al muro edificato dal Marocco. Sono tornati ai campi di Tindouf. Una escalation che, si teme, stia già coinvolgendo l'Algeria.

Gilberto Mastromatteo

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