Quando la cena diventa "social"

Cresce il fenomeno delle piattaforme che mettono in contatto cuochi amatoriali e chi vuol passare una serata in compagnia: l'esempio di Gnammo

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Una piattaforma web per fare incontrare cuochi amatoriali, desiderosi di far conoscere le proprie abilità ai fornelli, con gli “gnammer”, “mangiatori” intenzionati a passare una piacevole serata tra buona cucina e nuove amicizie: è l’obiettivo di Gnammo (www.gnammo.com), la prima piattaforma italiana dedicata al social eating. Il prezzo delle cene è basso (30€ in media, è il cuoco a fissarlo in base al menu), e l’atmosfera è conviviale perché gli eventi sono quasi tutti in case private.

Per gli “gnammer” basta iscriversi al sito, cercare la cena che più interessa nella propria città, pagare on line il conto e presentarsi all’appuntamento.

I cuochi, invece, per registrarsi devono compilare una scheda personale e sono loro stessi a creare gli eventi con i menu e tutte le informazioni utili per parteciparvi. È possibile anche contattare i cuochi e lasciare sul sito dei commenti collegati all’evento prescelto.  

In Italia, il fenomeno del social eating è in netta crescita: solo i numeri di Gnammo, senza contare le altre piattaforme che offrono lo stesso servizio, dicono che ad oggi (dopo 7 anni di attività) gli utenti iscritti sono 244’000, 8’380 i cuochi, 20’365 gli eventi pubblicati sulla piattaforma e oltre 25'000 le persone che hanno partecipato a una cena social.

Marco Todarello
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