Quattro cuori e una capanna

Ciril e Lisa da due anni gestiscono la capanna Adula UTOE, e lo fanno con i loro figli di 3 anni e mezzo. Il reportage ai piedi del tetto del Ticino

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Cento anni di storia e non sentirli. È quel che vien da pensare osservando l’energia e la passione di Ciril Noto e Lisa Foletti, che così anziani non sono, anzi, ma che da due anni sono i guardiani della capanna Adula UTOE, dell’Unione ticinese operai escursionisti che celebra appunto il secolo di vita proprio quest’anno.

 

Ciril e Lisa, ticinesi trapiantati nel canton Vaud, hanno una particolarità: gestiscono il rifugio ai piedi del “tetto del Ticino” insieme ai loro due figli, due gemellini di 3 anni e mezzo. La giovane famiglia passa quindi 4 mesi all’anno a 2'393 metri di quota, una scelta di vita particolare che comporta alcuni compromessi, ma anche tanti privilegi, in particolare per dei bambini che si ritrovano con un infinito e variegato mondo da esplorare e sperimentare, immersi in un’incantevole natura alpina. Uno dei compromessi riguarda invece la scuola: “L’anno prossimo chiederemo di poter fare ‘homescholing’ nei mesi di agosto-settembre e a giugno, nel Canton Vaud è abbastanza comune” racconta Lisa.

Grandi appassionati di montagna, i due hanno aperto oltre 15 vie di arrampicata nei dintorni della capanna, che hanno scelto anche per il suo carattere ancora prevalentemente semplice e “alpino”, proprio come piace a loro.

 

Scopri la loro storia nel reportage.

Dario Lanfranconi e Alessandro Broggini
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