Quell'amore per la nostra lingua

L'italiano a nord delle Alpi e l'impegno per contrastarne il declino. L'esempio di un'associazione attiva nella difesa dell'idioma di Dante

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Che l'italiano perda colpi oltralpe, non è un mistero per nessuno. Sono ormai remoti i tempi in cui, sull'onda del boom dell'emigrazione italiana in Svizzera, la lingua di Dante mostrava una diffusione ragguardevole sia nella Svizzera tedesca che in Romandia.

Il ricambio generazionale ha ormai mutato lo scenario in misura sensibile, inducendo un evidente declino dell'italiano a nord delle Alpi: una tendenza sempre più sottolineata, e seguita con preoccupazione, dalle varie associazioni italofone.

Fra queste anche l'Associazione svizzera della lingua italiana (ASDLI), nata a Berna su impulso di Pietro Gianinazzi, ticinese radicato da quasi un cinquantennio nella capitale federale. Fra l'organizzazione di convegni, e vari momenti di aggregazione, l'ASDLI è attiva sul terreno dell'italianità già da diversi anni.

Il ticinese Pietro Gianinazzi, promotore nel 2013 della fondazione dell'ASDLI, è l'attuale presidente dell'associazione
Il ticinese Pietro Gianinazzi, promotore nel 2013 della fondazione dell'ASDLI, è l'attuale presidente dell'associazione (rsi)

Un esempio di come l’amore per la lingua possa tradursi in un impegno, molto concreto, volto alla sua valorizzazione. Ma le difficoltà certamente non mancano: da quelle di ordine economico, ricorrenti per un gruppo che opera su base volontaria, fino a quelle che concernono l’approccio a nuove generazioni che, sui temi dell’associazionismo e della difesa della lingua, appaiono forse meno ricettive rispetto a quelle che le hanno precedute.

Con tutto ciò l’ASDLI continua a elaborare riflessioni e proposte tese a promuovere l’attrattiva della lingua e della cultura italiana. Il tutto nella prospettiva del 2021, quando si celebreranno i 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri: un’occasione preziosissima, per evidenziare il valore della presenza italofona a nord delle Alpi.

Alex Ricordi

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