Richiedenti asilo e nuovi porti

L'Europa che, sempre più, tende a chiudere le rotte del Mediterraneo porta le persone in fuga a cercare nuove vie d'uscita da guerre e povertà

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Collocata all'imbocco del canale di Mozambico, in pieno Oceano Indiano, Mayotte è l'unica isola dell'arcipelago delle Comore sotto la sovranità francese, rappresentando oggi il centounesimo dipartimento della Repubblica transalpina. L'isola, negli ultimi anni, grazie al suo status amministrativo ha visto affiancarsi alla storica immigrazione economica proveniente dalle vicine Comore e dal Madagascar un nuovo tipo di immigrazione: quella dei richiedenti asilo.

 

Francobollo di territorio dell'Unione Europea contiguo alle coste dell'Africa orientale, Mayotte è una valida alternativa per chi, in fuga da guerre e persecuzioni, incontra crescenti difficoltà ad attraversare il Mediterraneo per chiedere asilo in Europa. Cittadini siriani, yemeniti, congolesi, ruandesi e di un'altra trentina di nazionalità si accalcano quindi ogni mattina davanti alla sede di Solidaritè Mayotte, l'organizzazione che si fa carico delle domande d'asilo e ne segue le pratiche. Migliaia le richieste registrate in pochi anni, ma al contrario di quanto avviene nel territorio metropolitano francese, a Mayotte esistono una serie di deroghe alle norme che prevedono assistenza economica e abitativa per chi è in attesa di avere una risposta.

Le uniche alternative per sopravvivere sono quindi il lavoro nero, la vita in baraccopoli di ferro e alluminio e la speranza che ottenuto l'asilo si possa presto partire per la “Metropole”, il modo in cui, da queste parti, viene chiamata la Francia.

Paolo Martino

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