Rimini e la sua aria svizzera (1)

Il Grand Hotel, reso immortale da Federico Fellini, raccontato dalla figlia di Antonio Batani che iniziò la sua carriera al Bar della Stazione di Coira

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Il Grand Hotel Rimini, realizzato nel 1908 su progetto dell’architetto uruguaiano di origini svizzere Paolo Somazzi, è uno degli alberghi più lussuosi e celebri dell’intero bacino mediterraneo.

Simbolo di eleganza e lusso, importante contrassegno fisico della città romagnola, il Grand Hotel fu reso celebre da Federico Fellini, il figlio più illustre di Rimini. Quest’anno ricorre il centenario della nascita. Il regista ne riprodusse in Amarcord e altre pellicole gli interni, prendendo ispirazione durante i suoi frequenti soggiorni nell’hotel. Fellini passava ore sul divano della hall o davanti alle cabine telefoniche, disegnando, rappresentando il suo mondo, popolandolo di personaggi. Quei bozzetti presero corpo nei suoi film.

Nel 2007 il Gran Hotel fu acquistato da Antonio Batani, re degli albergatori romagnoli. Batani, scomparso cinque anni fa, iniziò la sua carriera nel Canton Grigioni, a Coira, facendo il lavapiatti nel Bar della Stazione. Inizia da questo hotel magico e dalla vicenda del suo ultimo acquirente (la proprietà ora è degli eredi) un viaggio di Oltre la news, in tre puntate, alla ricerca delle tracce svizzere sulla riviera romagnola, in questa strana stagione estiva segnata dal Covid-19.

Matteo Tacconi - Ignacio Maria Coccia

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