Rivoluzione ed esilio d'Egitto

Ramy Essam, dieci anni fa come oggi, diventava la voce della rivolta contro Hosni Mubarak. Oggi vive in Scandinavia - Rivoluzioni in sospeso (4)

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È il 25 gennaio del 2011 quando i primi manifestanti si radunano a piazza Tahrir, nel cuore del Cairo, per domandare un Egitto democratico. Una protesta storica, che termina 18 giorni dopo, l'11 febbraio, con le dimissioni del presidente Hosni Mubarak.

Segue una lunga transizione, con le prime elezioni libere, nel 2012, che portano alla presidenza il rappresentante dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi. Ma il suo mandato dura solo un anno. Termina nel 2013, dopo vaste proteste e un colpo di Stato dei militari, guidati da Abdel Fattah Al Sisi, che diventerà a sua volta capo dello Stato, l'anno seguente.

 

Da allora l'Egitto è un Paese blindato. Migliaia gli attivisti arrestati. Molti coloro che sono dovuti andar via. Come il cantautore Ramy Essam, voce della rivoluzione del 2011. Oggi vive in Finlandia. Negli Stati Uniti, invece, è riparato il comico Bassem Youssef, che tra il 2011 e il 2014 aveva fatto ridere e sognare gli egiziani, con la sua satira pungente. Il suo programma Al Bernameg, è stato soppresso sei anni fa.

Gilberto Mastromatteo

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