Rovereto, l'Atene del Trentino

Le fabbriche della seta si trovavano nel cuore della città dove appositi canali portavano l'acqua necessaria al funzionamento dei filatoi

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Un'epoca d'oro giace tra le pieghe della storia di Rovereto e della Valle Lagarina, alla confluenza tra il torrente Leno e il fiume Adige, in Trentino Alto Adige: un'epoca in cui Rovereto era sulla bocca di tutti i commercianti di seta d'Europa per la qualità del suo filato brillante e lucente.

 

Camminando tra le rogge, canali scavati nel cuore della città per rendere accessibile alle fabbriche la forza motrice del torrente, e le facciate settecentesche delle case di commercio in cui si faceva sfoggio del prodotto, si sente ancora l'eco di quella fase aurea iniziata sul finire del '500 e che per quattro secoli ha connotato la Città della seta. Poi, repentina e irreversibile, è sopraggiunta la modernizzazione dell'epoca contemporanea, che ha sradicato quel sistema economico: le tracce più profonde sono però tuttora visibili, dal paesaggio punteggiato di gelsi, delle cui foglie i bachi erano ghiotti, alle scalinate settecentesche degli atri dei palazzi, al gusto al gusto raffinato per le arti che fanno ancora oggi di Rovereto l' “Atene del Trentino”.

Paolo Martino

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