Saper guardare oltre i pregiudizi

"Swiss Connection", da Zurigo a Pristina, per raccontare la diaspora degli albanesi del Kosovo: i suoi sogni, le sue aspirazioni, il suo impegno

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È una Svizzera lontana dai riflettori, crepuscolare, fatta di emigrazione, duro lavoro e lotta per la “causa nazionale kosovara” quella raccontata da “Swiss Connection”, l'ultima opera del drammaturgo kosovaro Jeton Neziraj in collaborazione col teatro Winkelweise di Zurigo, rappresentata per la prima volta lo scorso ottobre proprio in Svizzera per sbarcare a inizio novembre a Pristina, capitale del Kosovo.

Lavoratori di giorno, patrioti e idealisti di notte: i protagonisti della commedia vivono in un mondo sospeso, tra la quotidianità dei tanti emigranti kosovaro-albanesi arrivati in Svizzera tra fine anni '80 e inizio anni '90 e lo sforzo di raccogliere fondi e supporto internazionale per la lotta che avrebbe portato prima alla guerra del Kosovo del 1999 e poi alla dichiarazione di indipendenza dalla Serbia nel 2008.

 

Conflitti e drammi collettivi danno spesso vita ad un irresistibile bisogno di raccontare e di raccontarsi: è quello che accade oggi con la scena teatrale kosovara di cui Neziraj oggi è senza dubbio l'esponente più originale e rappresentativo. Un teatro vitale e dissacrante, in grado di mettersi in gioco nonostante i traumi recenti per superare tabù e pregiudizi, anche etnici.

Francesco Martino

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