Srebrenica, di bei giorni andati (2)

I ricordi di chi sopravvisse al massacro e si ritrova oggi con una città divisa in due e una popolazione dimezzata rispetto a 25 anni fa

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Prima della guerra, Srebrenica era uno dei luoghi più prosperi della Bosnia Erzegovina. Le terme Guber e il turismo a esse legato, la lavorazione dei metalli, le fabbriche e l’agricoltura garantivano a tutti un lavoro. Oggi l’economia è devastata. Le attività produttive sono limitate e c’è molta disoccupazione. Forte è inoltre il fenomeno dello spopolamento.

Una volta, l’intero territorio municipale contava più di 30mila residenti. Attualmente ce ne sono soltanto 16mila: metà sono serbi, metà bosgnacchi. Un tempo invece l’equilibrio demografico volgeva a favore dei secondi. L’eco tragica del passato, oltre che sull’economia, influisce sulle relazioni tra i due gruppi. Riconciliarsi è difficile.

In questo servizio, il secondo della serie dedicata a Srebrenica, alcuni dei suoi abitanti ricordano i vecchi tempi felici comparandoli a quelli difficili di oggi. Le interviste sono tratte da un reportage che verrà messo in onda dalla trasmissione Segni dei Tempi.

Le immagini finali sulla Srebrenica di prima della guerra, invece, sono state gentilmente concesse dal sito dutchbat1.com, curato da un membro del contingente olandese dell’Onu di stanza a Srebrenica nel 1993-1995. “Ottenni il video da un abitante di Srebrenica. Gli diedi po’ di cibo, e lui in cambio me lo regalò”, ci ha spiegato l’ex militare.

Matteo Tacconi - Ignacio María Coccia

(2 – continua)

Condividi