Srebrenica, di morte e di guerra (1)

Storia di Hasan Hasanovic, sopravvissuto e testimone dell'azione militare che portò all'uccisione di 8372 bosgnacchi: anziani, adulti, ragazzi

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In questi giorni tristi e sospesi, i giorni della pandemia globale, siamo esposti a un flusso incessante di notizie drammatiche. Non eravamo più abituati a confrontarci così da vicino con la tragedia e, forse proprio per questo, possiamo riuscire a calarci con sincerità in scenari che, prima di noi, hanno vissuto dolori immensi. 

Srebrenica, al confine dell'orrore
Srebrenica, al confine dell'orrore

È il caso di Srebrenica, la cittadina bosniaca dove 25 anni fa si consumò il crimine più efferato nel contesto delle guerre dei Balcani. Dopo aver preso la città l’11 luglio 1995, l’esercito serbo-bosniaco, guidato da Ratko Mladic, uccise 8372 bosgnacchi (musulmani bosniaci) di sesso maschile: anziani, adulti, ragazzi. Un genocidio, per la giustizia internazionale.

Con un reportage in quattro episodi, Oltre la News vi porta a Srebrenica per raccontarne la contemporaneità. Memoria, speranza, impegno, difficoltà. Il primo episodio è su Hasan Hasanovic, sopravvissuto e testimone del genocidio. Dopo la caduta della città scappò nei boschi. Una fuga disperata in cui perse il padre, lo zio e il fratello. Oggi Hasan Hasanovic è il curatore del Srebrenica Genocide Memorial. “La mia è una missione, essere la voce delle vittime”, ci ha spiegato. Intanto, il direttore del memoriale, Emir Suljagic, ha pubblicato una lettera di solidarietà all’Italia colpita dalla pandemia. Chi ha conosciuto una tragedia comprende perfettamente cosa prova chi ne affronta una adesso.

Matteo Tacconi - Ignacio María Coccia

(1 – continua) 

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