(©Daniela Sala)

Storia di Mona Keskin

Unica donna neurochirurgo della Striscia di Gaza, è madre di quattro figli, da vent'anni lavora all'Al-Shifa Hospital ed ha un sogno

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Hanno cercato in tutti i modi di convincerla a scegliere una specializzazione diversa, a diventare ginecologa o infermiera. Ma Mona Keskin non ha dato ascolto né hai sui genitori né ai colleghi. E oggi è l'unica neurochirurgo donna della Striscia di Gaza. Ha studiato in Kazakistan grazie ad una borsa di studio, e da vent'anni lavora all'Al-Shifa Hospital, il principale ospedale pubblico di Gaza.

Nonostante il pregiudizio da parte dei colleghi e dei pazienti e gli orari massacranti, Mona non si è mai lasciata scoraggiare. A queste difficoltà si è aggiunto ultimamente il taglio degli stipendi ai dipendenti pubblici, che costringe Mona a lavorare anche in una clinica privata, per far tornare i conti.Negli ultimi mesi poi, il taglio dei finanziamenti USA all'Unrwa (l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi), il persistente blocco israeliano imposto alla Striscia e la frattura tra Hamas e Fatah, hanno portato alla chiusura di diversi ospedali a Gaza, in quanto si sono ritrovati senza fondi per pagare il gasolio necessario ai generatori elettrici durante i lunghi periodi di blackout (circa 20 ore al giorno).

Una situazione che sta determinando un pericoloso sovraccarico di lavoro l'ospedale in cui lavora Mona. La motivazione che la spinge ad andare avanti nonostante tutto questo? L'amore per il suo lavoro, dice, perché “non c'è niente che uguagli il salvare una vita”.

Daniela Sala - Eleonora Vio

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