Svalbard e cambio di clima (1)

Una valanga, nel 2015, ha ucciso a Longyearbyen due persone in quella che è la città più a Nord del mondo e che sprofonda a causa del caldo

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Atle Husby aveva 42 anni. La piccola Nikoline Røkenes solo due. Sono morti in casa, sorpresi dalla valanga che il 19 dicembre 2015 si è abbattuta su Longyearbyen, il centro abitato più a Nord del pianeta. Un evento inatteso, che molti ricollegano all'innalzamento delle temperature invernali. Oggi, per limitare i danni di nuove slavine, sono state edificate reti anti-neve sul monte Sukkertoppen. Ma la paura resta...

 

A Longyearbyen è vietato sia nascere sia morire. Motivi di sicurezza. I vivi potrebbero venire infettati dai virus presenti nei cadaveri seppelliti nel Permafrost. Anche lo strato di terreno perennemente ghiacciato inizia a mostrare segni di scioglimento. Ne sanno qualcosa gli ex inquilini del Gamle Sykehuset, un vecchio ospedale, costruito alla fine della Seconda guerra mondiale nella zona di Haugen. Un paio di anni fa, hanno dovuto abbandonare la struttura, rimasta in piedi per oltre sessant'anni. Stava affondando nel suolo. Nei prossimi mesi, saranno 142 le case demolite e ricostruite altrove, per motivi di sicurezza. Una città che si sposta. Per colpa del clima.

Gilberto Mastromatteo

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