Ticino, tra case vuote e cantieri

Gli alloggi sfitti sono sempre più numerosi, ma nonostante ciò si continua a costruire: ecco cosa sta accadendo nel mercato immobiliare

Le nuove abitazioni in Ticino crescono al ritmo di 2'000 l’anno. Un incremento importante, a cui tuttavia non corrisponde, in questo momento, una crescita della popolazione. La situazione fotografata dall’Ufficio federale di statistica al 1 giugno 2018 mostra che nel cantone ci sono 4'826 alloggi vuoti, ovvero case o appartamenti abitabili, destinati alla locazione o alla vendita, in cui non abita nessuno.

Si tratta di un trend che riguarda tutto il Paese, ma soltanto in due Grandi Regioni – la Svizzera Orientale e il Ticino, appunto – le abitazioni vuote hanno superato il 2%. All’interno dello stesso cantone le differenze sono marcate a seconda delle zone (guarda la mappa interattiva): con il 5,61%, il comune di Chiasso ha il primato di alloggi sfitti, mentre a Locarno la quota è del 3,38. Seguono Lugano col 2,21% e Bellinzona con l’1,97.

Questo surplus di offerta ha avuto diversi effetti sul mercato immobiliare. Per quanto riguarda il nuovo, “pochi anni fa, in due mesi si riusciva ad affittare o a vendere un appartamento. Oggigiorno si va dagli otto mesi all’anno, anno e mezzo”, fa sapere Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari e costruttori (SSIC). Un trend confermato anche da Elena Fiscalini, presidente dell’Associazione inquilini del Ticino: “Chi deve cambiare appartamento, oggi fa molta fatica a trovare un subentrante”, spiega.

Tuttavia, l’esubero di alloggi ha anche provocato una flessione delle pigioni. In particolare, nel Bellinzonese i prezzi si sono abbassati del 7% e nel Luganese del 2%, osserva il presidente dell’Associazione proprietari fondiari HEV del Ticino, Marco Chiesa. Si tratta di una situazione che mette maggiormente sotto pressione i piccoli proprietari che soffrono soprattutto la concorrenza dei grandi investitori (in primis, le casse pensioni).

Nonostante il calo drastico della domanda, però, il mattone continua ad essere attrattivo. In Ticino ogni anno vengono presentate circa 3'500 domande di costruzione: un dato che, secondo le previsioni della SSIC, verrà confermato anche nel 2018. “Al momento chi vuole investire non ha molte alternative”, spiega Fabio Guerra, direttore della Wüest Partner di Lugano. Gli strumenti finanziari, dopo la crisi del 2008-2009, sono considerati rischiosi e in più, in questo momento storico, il costo del denaro è molto basso. Questo fa sì che si continui a costruire più di ciò che può essere assorbito dal mercato.

"Questo effetto dovrebbe essere corretto nei prossimi anni, diminuendo l'attività edilizia", sottolinea Guerra. Di rischio di bolla immobiliare, però, non si parla: "La domanda dovrebbe comunque essere sostenuta dalla forte crescita economica che ci aspettiamo in Svizzera", conclude l'esperto.

 

Anche da un punto di vista del consumo del territorio ci si aspetta un'inversione di tendenza dal momento che "la pianificazione sta correndo ai ripari", come spiega Bagnovini (guarda il video): "Non è detto che chi ha un terreno di costruzione oggi lo avrà anche fra cinque anni".

Elena Boromeo
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