Tra pensioni, cucina e cliché

A Porto, nel lembo più occidentale d'Europa, la Svizzera è presente nell'architettura, nella gastronomia e nell'immaginario collettivo

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Freddi e distanti, ma è solo uno stereotipo. In realtà, visti dal Portogallo, gli svizzeri riservano molte sorprese. Innanzitutto gastronomiche. Da un paio d'anni, a Porto è aperto un ristorante della catena elvetica TradiSwiss. Un osservatorio privilegiato quello del gestore Manu Englaro, portoghese per metà. “Spesso – racconta – i lusitani restano sorpresi dalla cucina e dalla convivialità svizzera”.

Antiche tracce elvetiche sono presenti nel parco del Passeio Alegre, dove sorge il celebre Chalé Suíço. Un locale fondato un secolo fa da un commerciante romando, sulla foce del fiume Duero. E nel 1890 fu la famiglia ticinese Pozzi ad aprire un Caffè, poi chiuso negli anni '50.

Il rapporto tra svizzeri e portoghesi si è consolidato negli ultimi anni. Sono migliaia coloro che da ponente si sono trasferiti in terra elvetica per cercare un lavoro. E l'esenzione della tassazione per dieci anni ha attirato numerosi pensionati svizzeri sul bordo dell'Atlantico. Secondo l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, al 2018 sono circa 22 mila le rendite versate ai residenti in Portogallo.

Gilberto Mastromatteo

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