Tutti pazzi per il fitness

Tra salute e culto del corpo, esplode in Svizzera il numero di palestre e abbonati. E le strutture non attraggono più soltanto bodybuilder

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Shari Tallarini si avvicina al bilanciere, pronta a sollevare 25 chili: 10 colpi per quattro volte. Tatuatrice, 25 anni, si allena in palestra a Mendrisio almeno quattro volte alla settimana. Il suo scopo, ci spiega, è fare fatica: "Devo sentire i muscoli lavorare, alla fine devono farmi male”. A pochi metri da lei si allena Carmelo Bartolo. Pensionato, 72 anni, non ha pretese di aumentare la massa muscolare, ma effettua ogni esercizio con meticolosità: “Vengo qui per rimanere in forma, tonico, alla mia età è importante”.

Shari - amante dei muscoli grossi e scolpiti - e Carmelo, attento al proprio benessere, sono due degli oltre 900’000 utenti di centri fitness in Svizzera, un settore in forte crescita che ha visto il numero di strutture in tutto il paese aumentare di oltre il 30% negli ultimi tre anni. L’elemento centrale di questo incremento è la progressiva trasformazione delle palestre da nicchia per bodybuilder a mercato per fasce sempre più ampie della popolazione. Ad aumentare, negli ultimi anni, secondo la Federazione svizzera dei centri fitness, sono stati soprattutto gli utenti detti senior: oggi, le persone tra i 50 e i 59 anni rappresentano infatti oltre il 22% degli abbonati, mentre quelle con oltre 60 anni il 16,5%.

PrimaPagina 12.00 dell'08.07.19: sempre più palestre in Svizzera, il reportage di Alan Crameri e Ludovico Camposampiero
PrimaPagina 12.00 dell'08.07.19: sempre più palestre in Svizzera, il reportage di Alan Crameri e Ludovico Camposampiero
 

Il comparto è cresciuto molto fino a raggiungere, lo scorso anno, un fatturato di 915 milioni di franchi e, secondo un recente sondaggio tra gli addetti ai lavori, la crescita è destinata a durare a lungo. Simone Posavec, responsabile regionale del gruppo Activ Fitness, da anni nel ramo, assiste in prima fila a questo fenomeno: “Zurigo, per esempio, è considerata la città in Europa, e forse anche nel mondo, con la più alta densità di centri fitness”. Centri che attraggono clienti di ogni tipo: “C’è un’espressione in francese che viene usata per riferirsi agli utenti dei centri fitness: monsieur e madame tout le monde - aggiunge Posavec -. I clienti ormai vanno dai 16enni fino agli ultraottantenni. I più giovani puntano più sui muscoli e la linea, i più anziani alla salute”.

 

Il ruolo di Instagram

I classici “palestrati”, tuttavia, non diminuiscono, anzi, complice la dirompenza di Instagram, che accentua il fenomeno del culto del corpo. “Quasi ogni volta a fine allenamento pubblico una story - racconta Shari Tallarini -. Chi come me ha questa passione vuole modellare il proprio corpo, come fosse una scultura, ma non siamo mai soddisfatti”.

Fanatici del “workout” o semplicemente attenti alla forma fisica e ad uno stile di vita sano, il rischio di esagerare c’è, ma secondo gli esperti è di molto inferiore ai rischi legati a una vita troppo sedentaria. L'attività fisica, infatti, è uno dei pilastri principali della promozione della salute della Confederazione. Secondo gli ultimi dati, un quarto della popolazione non fa sufficiente movimento.

Non è il caso di Shari, che dopo aver terminato gli esercizi al bilanciere si avvicina al cosiddetto pulley, una carrucola per il sollevamento pesi. Inserisce il perno nella macchina: questa volta i chili che tirerà su e giù sono quaranta.

Ludovico Camposampiero/Alan Crameri/Lorenzo Pomari

Integratori e vitamine

Quando si parla di palestra non si può non parlare di vitamine e integratori alimentari: un mercato che esiste da anni ma che, complici i social network ed il fenomeno del culto del corpo, è diventato molto più visibile e diffuso. Stefano Canicattì, nutrizionista e collaboratore dell’azienda Swiss Nutrition SA, da anni nel settore, avverte: “Dieci anni fa c’erano solo i negozi, oggi gli integratori vengono pubblicizzati molto via social, ma il rischio del mercato online è di acquistare senza consulenza prodotti di scarsa qualità, spesso dannosi”. La necessità di affidarsi a vitamine e integratori resta tuttavia dibattuta: gli addetti ai lavori sono convinti della loro bontà, ma secondo alcuni studi (come, per esempio, quello del St. Michael’s Hospital e dell’università di Toronto pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology) non hanno effetti apprezzabili.

 
Condividi