Un museo per un naufragio

La notte tra il 14 e 15 aprile del 1912 - esattamente 107 anni fa - il Titanic s'inabissò nell'oceano e, con lui, un grande sogno

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Il RMS Titanic venne costruito a Belfast. Ai tempi la cittadina nordirlandese era il maggiore e il più produttivo cantiere navale del mondo. La Harland and Wolff impiegò più di 15mila uomini per costruire la nave e la sua gemella, l'RMS Olympic. Con una lunghezza di 268,83 metri, una larghezza di 28 e un'altezza di 53,3 metri, la nave era uno dei transatlantici più imponenti del mondo e poteva navigare a una velocità massima di 24 nodi (circa 44 km/h) sfruttando una forza trainante pari a 16 mila cavalli di potenza e spostando, al suo passaggio, circa 50 mila tonnellate d'acqua. Ma questo non lo salvò dall'affondare tra la mezzanotte e le 2 e 20 del 15 aprile 1912 dopo aver colpito un iceberg.

Tra le persone morte quella notte, 26 cittadini svizzeri provenienti dai Cantoni di Basilea, Zurigo, San Gallo e Giura bernese. “Sulla sorte di questi nostri concittadini nulla si sa di preciso, tranne che per il colonnello Simonius, presidente del Consiglio d’amministrazione del Bankverein svizzero, del quale è giunta conferma essere egli tra i salvati”, scriveva poco dopo la tragedia il quotidiano ticinese Il Dovere. Più tardi si scoprì che tra i morti c'erano anche tre ticinesi: Alessandro Pedrini di Osco, Abele Rigozzi di Aquila e Narciso Bazzi di Brissago.

Cristiano Tinazzi

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