Uniti contro il nemico comune

Il Vietnam, 95 milioni di abitanti, registrava a fine marzo 2021, dopo un anno di Covid, 35 morti e una vita, per tutti, quasi normale

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A più di un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Covid-19, mentre tutto il mondo è alle prese con le vaccinazioni e con il contenimento dei contagi, c’è un Paese in cui la vita non è mai cambiata davvero: il Vietnam.

Il paese del Sud-Est asiatico è tra quelli che meglio ha gestito la pandemia: complice la vicinanza geografica con la Cina, il Vietnam ha adottato rigide politiche di contenimento dei contagi già dai primissimi giorni, quando la pandemia sembrava interessare solo la regione cinese di Wuhan.

 

Lockdown brevi e geograficamente limitati, un sistema di tracciamento rigido e funzionante e una popolazione giovane (l’età media è di 30,7 anni) e compatta sulle grandi sfide, sono gli ingredienti della ricetta vietnamita contro il Covid. A questo c’è da aggiungere l’esperienza pregressa che il Paese e i suoi abitanti hanno sviluppato tra il 2002 e il 2004 nella lotta alla SARS.

E i risultati sono sorprendenti: su una popolazione di 95 milioni di abitanti, i contagi a fine marzo 2021 erano poco più di 2500 e i morti 35.

Mario Messina

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