Uno struzzo a Mosul

La fattoria di Yusuf Dora Musa, distrutta dallo Stato islamico, è rinata e ora si appresta ad allevare i grandi uccelli, importati dall'Australia

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Il tempo della ricostruzione, in provincia di Mosul, inizia dalle fattorie e dagli struzzi. Potrebbe sembrare un miraggio ma non lo è: perché Yusuf Dora Musa, nella sua fattoria di Qarakosh, nel governatorato di Mosul, possiede quasi 300 polli, una cinquantina di pecore e quattro struzzi, invidiatissimi da tutto il vicinato.

La sua è una storia di coraggiosa imprenditoria locale, funestata dalla guerra e dalle razzie dei miliziani dello Stato islamico (IS) che nel 2014 bruciarono i campi, rubarono il bestiame e prelevarono le coperture dei capannoni per i loro scopi. “Abbiamo scoperto che le hanno usate per costruire i loro tunnel alla periferia della città – rivela Yusuf -. Questi tunnel portano da Qarakosh a Mosul”.

Durante la presenza dell'IS sul territorio Yusuf era emigrato in Australia, dove il padre si era stabilito anni prima, durante la Seconda guerra del Golfo. “Ma volevo tornare: per cui, quando ho saputo che Mosul era stata liberata, sono arrivato qui. E ho trovato il disastro”. Ma Yusuf non si perde d’animo: aderisce al programma di ricostruzione per le aziende agricole di Qarakosh promosso sul territorio dalla ong italiana Avsi e dal consolato americano dell’area (fondo PRM) che ha erogato 3,1 milioni di dollari, finanziando 110 aziende agricole in due anni.

E appena la sua azienda rinasce, il padre vola incredulo dall’Australia all’Iraq. Ma ad una condizione: “Ho chiesto a mio figlio di fare crescere qui degli struzzi. In Australia mi sono affezionato a questi animali e ho anche pensato: apriamo un nuovo business. Non vi sembra una buona idea”? Appena sarà il momento Yusuf e il padre inizieranno a commercializzare a Mosul anche uova e carne di struzzo. Orgogliosi di essere, a loro modo, pionieri.

Laura Silvia Battaglia
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