Problemi e orizzonti di un pilastro del nostro paese
Problemi e orizzonti di un pilastro del nostro paese (keystone/RSI/px)

Feder... che?

Il federalismo svizzero: radiografia di un modello sotto pressione e talvolta misconosciuto

E’ un pilastro del nostro Paese. Invidiato all’estero (talvolta evocato come LA soluzione ai problemi istituzionali), il federalismo svizzero è tuttavia confrontato con due paradossi: la tendenza a centralizzare competenze e decisioni e la scarsa affezione dei cittadini al sistema. Lo dicono la Conferenza dei Governi cantonali e la Fondazione CH per la collaborazione confederale, che da 50 anni “si prende cura” del federalismo.

Vivere il federalismo senza sapere che cosa sia

Prima di affrontare problemi e sfide del federalismo, è utile riflettere sulle conoscenze dei cittadini in materia. Tra il serio e il faceto, ecco cosa hanno risposto alcuni abitanti delle tre grandi regioni linguistiche alla domanda “Che cos’è il federalismo?”.

 

Dalla strada alla statistica. Il 25% dei partecipanti a un recente sondaggio dell’Istituto MIS Trend non ha saputo spiegare cosa sia il federalismo oppure ha fornito risposte completamente fuori strada. Per il 35% il concetto è invece “troppo vago”. Sorprendente o meno, vivere quotidianamente il federalismo senza saperlo descrivere è indice della complessità delle istituzioni svizzere.

Se pensate di appartenere a queste due categorie, potrebbe tornarvi utile il seguente video realizzato da Easyvote.

 

Svizzeri poco affezionati al sistema – Ticinesi i più federalisti

Nel quadro della stessa indagine, che verrà ultimata e presentata in ottobre a Montreux, alla quinta Conferenza nazionale sul tema, è pure stato tastato e approfondito il tema dell’affezione verso il federalismo.

L'attaccamento al federalismo, in un recente sondaggio
L'attaccamento al federalismo, in un recente sondaggio (MIS Trend)

I risultati dicono che meno della metà degli svizzeri si sente attaccato al nostro sistema istituzionale, che circa il 35% dei giovani lo vive in maniera distaccata e che i ticinesi sono coloro che vi tengono maggiormente.

Gli esiti del sondaggio nel dettaglio
Gli esiti del sondaggio nel dettaglio (MIS Trend)

Questi risultati, per certi versi paradossali, sorprendono il presidente della Conferenza dei governi cantonali Benedikt Würth, anche perché -dice- “nella formazione, nello sport e nella cultura (settori rilevanti per i giovani), Cantoni e Comuni forniscono molte prestazioni pubbliche”.

 

Bisogna dunque preoccuparsi? “Sì e no -risponde Barry Lopez, del programma Easyvote-. C’è comunque un lavoro enorme da fare nella sensibilizzazione dei giovani”.

Ma la tendenza è a centralizzare

Qual è allora lo stato di salute del federalismo svizzero? Dapprima un piccolo passo indietro. Questa volta abbiamo chiesto una definizione al presidente del Consiglio degli Stati Ivo Bischofberger.

Ivo Bischofberger presiede la Camera dei cantoni
Ivo Bischofberger presiede la Camera dei cantoni (keystone)

Ed ecco la sua risposta: “è un sistema che permette di poter svolgere i compiti partendo dal livello istituzionale più basso”.

Qui sorge il secondo paradosso. Il modello svizzero tanto invidiato all’estero tende sempre più a centralizzare competenze e decisioni a Berna, scaricando nel contempo sempre più oneri ai Cantoni. Lo dice l’ultimo monitoraggio sul federalismo realizzato dalla Fondazione per la collaborazione confederale.

Il ministro sangallese Benedikt Würth, attuale presidente della Conferenza dei governi cantonali
Il ministro sangallese Benedikt Würth, attuale presidente della Conferenza dei governi cantonali (keystone)

Per il presidente della Conferenza dei governi cantonali Benedikt Würth, un esempio emblematico è il settore della sanità e della socialità: “Nuove ripartizioni di compiti, più spese, meno margini di manovra e indebolimento del federalismo”.

 

Gli ambiti di riflessione sono molteplici, dalla sicurezza alla scuola, quest’ultima sì da armonizzare ma dal basso, dicono i Cantoni, i quali senza mezzi termini affermano: occorre “reagire alla centralizzazione”. Il federalismo è dunque in pericolo?

Il consigliere di Stato vodese Pascal Broulis
Il consigliere di Stato vodese Pascal Broulis (keystone)

Il presidente della Fondazione per la collaborazione confederale e Consigliere di Stato vodese Pascal Broulis, non nega l’esistenza di una minaccia: “Si pensa sempre di più che le soluzioni vengano dall'alto. Mai ci viene immediatamente da dire che possiamo trovare noi stessi una soluzione, dal basso”.

 

Insomma il federalismo, indipendentemente dagli sviluppi che vivrà, ha un assetto fragile. A proposito di futuro, fra 50 anni la Svizzera sarà ancora federalista? E’ la domanda a cui risponderanno in ottobre le 300 personalità che parteciperanno alla quinta Conferenza nazionale sul federalismo di Montreux.

Gian Paolo Driussi

 

 

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