La situazione in Svizzera continua a migliorare, i contagi, i ricoveri e i decessi per Covid diminuiscono, ma restano timori legati alla variante Delta (l'ex indiana), che sta iniziando a diffondersi e dovrebbe rappresentare ormai circa il 10% delle infezioni, secondo quanto comunicato dagli esperti dell'UFSP in conferenza stampa oggi, martedì. Buone notizie arrivano dalla campagna vaccinale: la disponibilità a farsi immunizzare supera le aspettative e gli obiettivi posti per la prima metà dell'anno sono quasi raggiunti.
In Ticino i nuovi casi sono due, come i pazienti rimasti in ospedale. In terapia intensiva non ci sono malati di Covid-19 da tre settimane e non si registrano decessi dal 27 maggio. In controtendenza i Grigioni, unico cantone al momento con un tasso di riproduzione superiore a 1. A livello nazionale, i nuovi casi sono 130 e si segnala un decesso.
I dati definitivi dell'Ufficio federale di statistica dicono intanto che nel 2020 sono morte 76'200 persone in Svizzera, il 12,6% in più rispetto all'anno prima. Un numero da primato. Il Ticino, con oltre 10 decessi ogni 1'000 abitanti, è fra le aree più colpite.
In Italia sono entrati in vigore nuovi allentamenti per chi attraversa il confine (anche) dalla Svizzera: se non ci si allontana più di 60 km dal domicilio e non si resta in Italia per oltre 48 ore, non è più necessario riempire il Passenger Locator Form.
Nelle farmacie svizzere sono stati finora distribuiti diciannove milioni di test fai da te. La domanda, secondo le stime aggiornate di Pharmasuisse, è però massicciamente calata nel tempo: si è scesi a soli 100'000 esemplari la scorsa settimana. La loro utilità, benché ridimensionata, non è contestata anche perché gli autotest sono efficaci pure nell'individuare le nuove varianti.
di Omar Cartulano, Stefano Pongan
