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Alphaville

Da Frauenfeld un grido di allarme per le donne vittime di violenza domestica

Dalle case rifugio ai fondi per prevenzione e formazione, le lacune del Canton Turgovia e della Svizzera

  • Oggi
  • 26 min
  • Natascha Fioretti e Barbara Camplani
  • Archivio iStock
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Secondo gli ultimi dati statistici dell’ufficio federale per l’uguaglianza uomo-donna, il numero di reati per violenza domestica e femminicidio in Svizzera è in aumento. Si è passati dalle 19.900 vittime di violenza del 2023 alle oltre 21.000 del 2024, mentre il numero di femminicidi è passato dalle 20 vittime del 2024 alle 22 del 2025, con un sensibile aumento anche dei tentativi di femminicidio. Un dato preoccupante al quale si somma un’altra emergenza e cioè la mancanza in Svizzera di posti di accoglienza per le donne vittime di reati di violenza. Una questione – che come riportava il Tages-Anzeiger qualche giorno fa – è particolarmente drammatica nel Canton Turgovia dove non ci sono case rifugio. A dare l’allarme è stato il collettivo femminista «Frauenhaus Thurgau - jetzt» che ha inviato una lettera a tutti i 130 parlamentari prima della manifestazione chiedendo al Gran Consiglio di agire e incaricare il governo di fondare e sostenere un centro antiviolenza.

La questione riguarda però anche altri cantoni, noi ne abbiamo parlato ad “Alphaville” con Roberta Schaller, giurista, criminologa specializzata in violenza di genere e violenza domestica, fa parte dello Swiss forum per la giustizia riparativa e Gabriela Viveros, giurista di formazione, è attivista per i diritti umani, responsabile dello sviluppo progetti per la Fondazione Diritti Umani e collaboratrice di Amnesty International.

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