INTERVISTA

Il femminicidio in Svizzera non è “un fulmine a ciel sereno”

Dal caso di Gnosca al dibattito sul Codice penale: Roberta Schaller spiega definizione, dati, segnali di rischio e possibili misure di prevenzione contro la violenza sulle donne

  • Un'ora fa
  • 43 minuti fa
Nel Codice penale svizzero è assente il reato per "femminicidio"
33:24

Il Quotidiano

Il Quotidiano 24.02.2026, 19:00

  • iStock
Di: Alice Caldelari 

Una donna uccisa dal marito, che poi si è tolto la vita. Un ultimo caso di cronaca, successo a Gnosca una decina di giorni fa, che allunga la lista dei femminicidi in Svizzera.

Cosa si intende, tuttavia, con questo termine? Con femminicidio, spiega alla RSI Roberta Schaller, giurista e criminologa, specializzata in violenza di genere e violenza domestica, si intende “l’uccisione di una donna in quanto donna. Di solito avviene in contesti di violenza domestica, controllo o rifiuto della separazione”. Si differenzia dall’omicidio, sostiene, perché “serve a rendere visibile la matrice di genere del crimine e le sue cause strutturali”.

Nel Codice penale svizzero, il reato per femminicidio è assente, questo perché “il nostro Codice penale è neutro rispetto al genere e punisce l’omicidio senza categorie specifiche”, aggiunge Schaller.

Ma qualora dovesse crearsi un articolo legato a questo reato, cosa implicherebbe? “Significherebbe riconoscere un movente di genere come aggravante o un reato autonomo. Migliorerebbe inoltre la raccolta dati, perché abbiamo gravi problemi con le statistiche sui femminicidi e omicidi in generale. Infine, rafforzerebbe l’orientamento preventivo delle autorità: ci sarebbe una prevenzione più mirata di quella che viene fatta oggi”, continua Schaller, ponendo l’accento su un’accortezza: “Bisogna però fare attenzione a non entrare nelle dinamiche per cui un genere vale più dell’altro: in Svizzera c’è già stato un dibattito sul principio di uguaglianza formale davanti alla legge e il rischio è che si arrivi al paradosso che un genere valga di più. Se non c’è tutta una serie di cambiamenti intorno alle leggi, il problema potrebbe sfociare in una discriminazione”.

Alcuni Paesi – come Messico, Argentina, Spagna e più recentemente Italia – hanno introdotto nel loro Codice penale questo tipo di reato, senza portare a un risultato realmente positivo, sostiene l’esperta: “Al momento non c’è stato veramente un arresto o una diminuzione, anzi. Quando si introducono questi articoli autonomi, o come aggravante, si devono anche introdurre le statistiche o il riconoscimento giuridico. Ma non hanno prodotto una riduzione immediata dei reati. Un articolo, di per sé, non è sufficiente”.

I dati indicano che i reati contro le donne sono in aumento. Stando a Stop Feminiz, nel 2026 in Svizzera ci sono stati già cinque casi e un tentativo di femminicidio. Tra questi, il recente femminicidio-suicidio avvenuto, appunto, a Gnosca. Possiamo effettivamente parlare di una crescita di questo tipo di reato o è una questione legata a una maggiore consapevolezza e sensibilità del fenomeno? “I dati risultano relativamente stabili. La percezione dell’aumento è legata soprattutto a una maggiore attenzione mediatica e a una consapevolezza pubblica”.

Ci sono dei segnali di rischio che precedono un femminicidio, che spesso vengono sottovalutati. Tra questi, cita Roberta Schaller, “la separazione o la volontà di lasciare il partner, il controllo coercitivo, la gelosia ossessiva, le minacce di morte o il suicidio. Non bisogna mai sottovalutare questi segnali. La maggior parte dei femminicidi partono da una violenza psicologica distruttiva e potrebbe esserci un’escalation alla violenza con, ad esempio, finti strangolamenti o minacce”.

Non tutti i femminicidi, però, avvengono all’interno di una coppia. “Alcuni partono da un’ossessione che un uomo ha verso una donna, magari con lo stalking. Non bisogna mai sottovalutare questi segnali. Bisogna segnalare alla polizia perché possano valutare il rischio (alto, medio, basso). Le autorità sono preparate per questo. Non bisogna aver paura di segnalare”, rassicura Schaller.

Tuttavia, oggi la priorità è chiara: “Quella più urgente è la protezione immediata delle vittime ad alto rischio: allontanamento rapido dall’aggressione, valutazione sistematica del rischio. Ci deve essere un coordinamento tra polizia, magistratura e servizi sociali; accesso facilitato ai rifugi e ogni tipo di sostegno. Ci devono essere degli strumenti legali che permettano di intervenire prima dell’escalation fisica e quindi della morte. Il femminicidio non è un fulmine a ciel sereno. È quasi sempre l’ultimo atto di violenza già visibile. Quindi se non impariamo a riconoscerla e fermarla prima, continueremo ad arrivare sempre troppo tardi”, conclude Roberta Schaller.

Un presidio per dire basta alla violenza di genere

Un presidio femminista è stato organizzato martedì dal collettivo Io l’8 ogni giorno, in concomitanza con la seduta del Gran Consiglio, per chiedere alla politica misure concrete contro i femminicidi e la violenza sulle donne. Durante la manifestazione sono stati letti ad alta voce i 129 nomi delle donne uccise in Svizzera dal 2020 a oggi. Nove di quei nomi appartenevano a donne ticinesi.

Le richieste avanzate dal collettivo alla politica sono chiare: un maggiore impegno istituzionale, l’attivazione di un numero di emergenza operativo 24 ore su 24, il potenziamento delle strutture di accoglienza e il riconoscimento del problema anche attraverso un lavoro di sensibilizzazione nelle scuole.

“Se lui l’ha uccisa... è perché voleva uccidere il suo lato femminile, quello che vedeva in mia madre, senza capire che così facendo sarebbe stato inevitabile il suo suicidio. Mia madre è morta perché a scuola si impara ad essere funzionali e non funzionanti. È morta perché nessuno le ha mai insegnato che non si può cambiare qualcuno che non vuole cambiare”. Sono le parole della figlia dell’ultima donna vittima di femminicidio in Ticino, quello avvenuto a Gnosca, a metà febbraio. E oggi sono centinaia le persone che si sono raccolte attorno a lei e alla sua perdita.

04:45
immagine

Presidio di L'8 ogni giorno contro femminicidio e violenze

SEIDISERA 24.02.2026, 18:00

  • Ti_Press_SA

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare