L’uomo che parlava coi fulmini

Nikola Tesla, eroe sconosciuto della scienza del Novecento - di Clara Caverzasio

Nikola Tesla (1856-1943), serbo-croato naturalizzato americano, è sicuramente uno degli scienziati più geniali, prolifici e misconosciuti di tutti i tempi. Un genio bizzarro cui si deve la corrente alternata, che usiamo ogni giorno, ma anche tantissime altre invenzioni: le lampade al neon, la radio, la tv, il radar, la turbina, i robot, le macchine elettroterapeutiche. Invenzioni troppo spesso attribuite agli Edison e ai Marconi, più attenti di lui nella registrazione dei brevetti. Inventore visionario e profetico, sempre in bilico tra scienza e magia, capace di mettersi a progettare la macchina del tempo e quella per fotografare il pensiero, Tesla è stato uno dei protagonisti più misteriosi e romanzeschi della scienza del '900. Anche perché operò sempre, per usare le sue stesse parole, "unicamente al servizio della specie umana". Non a caso uno dei suoi grandi sogni era lo sfruttamento dell'attività geofisica del pianeta per rifornire (gratuitamente) di elettricità tutti gli abitanti della terra. Che fosse sulla strada giusta lo dimostrano le 200 lampadine accese, da una distanza di 40 chilometri, sulla torre di Colorado Spring. Ma la sua vocazione filantropica finì per alienargli l'appoggio del mondo accademico e, soprattutto, dei suoi finanziatori. Troppo pericoloso, un genio altruista al servizio dell’umanità. E così alla morte di Tesla l’FBI si precipitò a confiscare il suo laboratorio. Tuttora, tutti i suoi progetti ed appunti sono custoditi in un dossier rigorosamente top secret.
A distanza di un secolo dalle sue scoperte, che ne è di quelle straordinarie idee e della loro fattibilità? Nel “Giardino di Albert” di domenica 06 maggio se ne parla con due fisici e con l’ingegnere che ha ricostruito alcune delle macchine di Tesla.
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