Le forme sonore della malinconia per tempi difficili.
Per registrare il suo primo disco il clavicembalista ucraino Dmytro Kokoshynskyy ha scelto il repertorio dei cosiddetti virginalisti inglesi, come Tallis, Byrd, Bull, Peerson e Gibbons, all’insegna della malinconia elisabettiana reinterpretata con particolare vigore.
Utilizzando una copia del cembalo inglese più antico sopravvissuto, del 1579, e la ricostruzione di un esemplare Ruckers originale del 1612 ha eseguito pavane, gagliarde, ground, e tra le altre musiche anche una composizione di Maxim Shalygin, scritta nel 2024 per quello che l’autore ha definito un «misterioso strumento».
La scelta di questo repertorio ha un particolare significato personale per il clavicembalista che paragona l’inquietudine e le paure dell’ambiente inglese all’epoca nella quale lo scrittore Robert Burton concepì il suo trattato The Anatomy of Melancholy pubblicato nel 1621, al tempo presente e alla profonda preoccupazione e sofferenza per le sorti del proprio paese.
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