Denaro e sentimento, l’economia secondo Jane Austen

di Monica Bonetti

Jane Austen è universalmente riconosciuta come l’autrice per eccellenza di intrecci amorosi i cui protagonisti si destreggiano tra occupazioni di campagna, gite e serate in società per individuare il partner più adatto con cui convolare a nozze.

I suoi romanzi – sei in tutto quelli pubblicati mentre era ancora in vita – sono beninteso molto di più, e la critica ha riconosciuto ormai da molto tempo sia il valore della sua scrittura, sia la sua abilità nel raccontare uno spaccato della società in cui viveva. Ma l’etichetta di scrittrice di libri in cui i sentimenti hanno un posto da protagonisti è comunque rimasta. Leggendoli o rileggendoli si scopre però che le relazioni d’amore e i matrimoni che ci racconta Jane Austen sono anche storie di rapporti sociali e soprattutto economici e non è casuale che Thomas Picketty, “econo-star” tra le più brillanti nel saggio di economia più venduto degli ultimi anni Il capitale del XXI secolo, abbia citato l’autrice inglese una trentina di volte.

Affrontiamo dunque il tema amore in Jane Austen con una doppia lettura facendoci aiutare da Raffaella Antinucci docente di letteratura inglese all’università di Napoli (autrice di Come leggere “Emma” Solfanelli, 2017) e da Barbara Antonioli Mantegazzini che insegna microeconomia all’università della Svizzera italiana.