In Ticino arrivano ogni anno dei minorenni non accompagnati. Dopo un picco di 133 arrivi, registrato nel 2023, il fenomeno continua, anche se con numeri più bassi, e non accenna ad arrestarsi. Si tratta per la maggior parte di adolescenti maschi, che necessitano di educatori per guidare la loro crescita, ma anche di una formazione per prepararsi all’integrazione nella società come individui autonomi. Tutto questo in un contesto di misure di risparmio. Tutto questo porta in primo piano l’immigrazione, un tema sentito in politica e nei dibattiti pubblici; eppure nella realtà quotidiana è raro incontrare questi ragazzi, perfino per chi abita nel loro stesso (e di solito piccolo) paese. Come è possibile per la popolazione valutare efficacemente il sostegno offerto ai ragazzi e capirne le necessità? E gli operatori di queste strutture come riescono a conciliare i tagli e le esigenze di questi ragazzi?
Malena Villa e Elisa Rossello sono andate a Bombinasco per entrare in uno dei foyer della Corce Rossa, che accoglie questi ragazzi e li accompagna in un percorso formativo. Hanno parlato con tre educatrici e due adolescenti residenti e con Renzo Zanini, capoufficio cantonale dei richiedenti asilo. Il quadro che si delinea non è certo esaustivo, ma , aiuta a capire che cosa implichi questo processo di integrazione.
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