Ridotto dell'opera

Don Quichotte di Massenet in scena

L’Ancêtre di Saint-Saëns in una riscoperta discografica

Massenet

Nel 1910, anziano e già malato, Massenet portò sul palcoscenico operistico l’idealista, eccentrico e autoproclamato cavaliere errante che sfida i mulini a vento e combatte per l’onore della sua dama Dulcinea, il sognatore universalmente amato di Cervantes, Don Quichotte. OperaLombardia ha inserito la comédie-héroïque di Massenet, assente da tempo dai palcoscenici italiani, nella propria programmazione 2025-26 con una produzione (debutto a ottobre al Fraschini di Pavia, sarà a Como e Cremona nella seconda parte di gennaio) con molti elementi di interesse, come ci racconta Nicola Cattò, a partire dalla regia coraggiosa di Kristian Frédric, la direzione convinta di Jacopo Brusa e un bel cast capitanato da Nicola Ulivieri nel ruolo del titolo. Quel ruolo fu originariamente affidato a Fëdor Šaljapin per il debutto, non del tutto felice, di Don Quichotte all’Opéra di Montecarlo, lo stesso che appena quattro anni prima aveva invece consacrato con un successo trionfale un dramma lirico ambientato sullo sfondo di morti tragiche, insaziabili brame di vendetta e passioni amorose, nel pieno delle guerre napoleoniche: L’Ancêtre di Camille Saint-Saëns. Di quest’opera è uscita da poco una registrazione discografica, accompagnata da una pubblicazione, entrambe curate dalla Fondazione Bru Zane la cui missione è la riscoperta e la diffusione della musica romantica francese. Col direttore artistico della Fondazione, il musicologo Alexandre Dratwicki, indagheremo sulle alterne fortune toccate a questo titolo, anche nel confronto fra due compositori, Massenet e Saint-Saëns, amici e nemici al tempo stesso.

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