L’età, per un musicista, è un fatto di corpo o di spirito? Quando la mano comincia a tremare, o la memoria a vacillare, è giusto abbandonare la scena o continuare a cercare nella musica un ultimo spazio di vitalità? La decisione di Maria João Pires di ritirarsi dai palcoscenici ha riaperto un dibattito sempre attuale: fino a che punto l’arte coincide con la vita di chi la pratica, e quando, invece, diventa necessario separarsene?
Da Glenn Gould, che scelse, poco più che trentenne, di non prodursi più in concerti, a Maurizio Pollini, che continuò a suonare tra fragilità e leggenda, la storia della musica è costellata di addii e di ritorni, di rinunce e di ostinazioni che raccontano molto più della semplice carriera di un interprete.
A Voi che sapete, Luca Ciammarughi e Luisa Sclocchis ne discutono con Lucia Bentoglio e Barbara Tartari, riflettendo su cosa significhi oggi “lasciare la scena”: atto di coraggio, gesto di libertà o, forse, l’ultima forma possibile di fedeltà alla musica stessa.
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