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“Né sfruttati, né divisi: lavoro e dignità senza confini”

Un Primo Maggio per riflettere su precariato, lavoro interinale e infortuni professionali

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Primo maggio, Festa dei lavoratori. Una data che in Svizzera e in Ticino non passa mai inosservata. Perché mentre sfilano i cortei e si tengono i discorsi, i dati ci ricordano che ci sono aspetti del mondo del lavoro che continuano a far discutere e a creare contrapposizione. “Né sfruttati, né divisi: lavoro e dignità senza confini” è lo slogan dell’Unione sindacale svizzera scelto per la festa odierna e, tra i temi al centro delle rivendicazioni, c’è anche quello della sicurezza sul lavoro, tema su cui noi oggi ci concentreremo.

Il mondo sindacale mette l’accento anche sulla precarizzazione del mondo del lavoro, un altro argomento che toccheremo concentrandoci sul grande boom – seppure con un rallentamento in tempi più recenti – del lavoro interinale, tanto in Svizzera quanto in Ticino. Sicurezza e precarietà sono tra l’altro due argomenti che si incrociano, visto che gli interinali si infortunano il 50% in più della media. Senza dimenticare la salute mentale: in Svizzera oggi la metà delle nuove rendite d’invalidità è riconducibile a malattie psichiche. Numeri e dati che pongono domande. A chi lavora, a chi fa le leggi, a chi rappresenta le imprese.

A Modem ne parleremo con:

·        Giangiorgio Gargantini, segretario regionale del sindacato UNIA

·        Paolo Locatelli, vice segretario del sindacato OCST

·        Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari costruttori in Ticino

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