(Keystone)

AVS più lontana per le donne

Il Consiglio nazionale ha approvato la riforma AVS 21

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Tutto secondo le previsioni della vigilia. La camera del popolo ha detto sì al progetto governativo AVS 21, ovvero alla stabilizzazione dell’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, il pilastro centrale della previdenza sociale elvetica. Questo passo potrebbe comportare – in opposizione a quanto deciso dal Consiglio degli Stati la scorsa sessione primaverile – l’innalzamento a 65 anni dell’età di pensionamento delle donne, che ha spaccato in due il Parlamento. Non contestata invece è stata la necessità di intervenire e di procedere con delle riforme, per combattere l’invecchiamento della popolazione e dunque consentire un finanziamento del primo pilastro. Nel pacchetto di riforme sono previste anche un aumento dell’IVA e un finanziamento attraverso la Banca nazionale, tramite i proventi derivanti dai tassi d’interesse negativi, introdotti per ridurre gli effetti della forza del franco. A favorire l’accettazione di una tale misura si è configurata un’alleanza insolita fra UDC da una parte e socialisti e verdi dall’altra, misura che tuttavia rischia di avere vita breve, alla luce del fatto che in contemporanea il Consiglio degli Stati ha bocciato una mozione del democentrista zurighese Alfred Heer che va esattamente nella stessa direzione. Quali le prospettive politiche dell’AVS? Ne discuteremo con due deputate: la plr Anna Giacometti e la ps Flavia Wasserfallen . Intervista registrata a Daniuscia Tschudi , ricercatrice Supsi, esperta di problematiche legate al genere nel mondo del lavoro. Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay