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Roveredo, mafia e permessi

Si discute di come contrastare la presenza della criminalità organizzata in Svizzera

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Sette arresti tra Francia, Italia e Svizzera in un’operazione antidroga coordinata per debellare un nucleo malavitoso coordinato dalla ‘ndrangheta e dalla camorra. È quanto è avvenuto a fine febbraio, in manette sono finite anche quattro persone che risiedevano a Roveredo, grazie a un regolare permesso di soggiorno rilasciato dalle autorità grigionesi. Un caso che continua a far discutere e a sollevare interrogativi. Perché questo nucleo criminale aveva scelto la località grigionese per coordinare importanti traffici di droga su scala internazionale, per poi riciclare i proventi finanziari di queste operazioni? Perché ad uno di loro, un 52enne italiano, è stato possibile ottenere un permesso di soggiorno anche se in precedenza il canton Ticino aveva respinto questa sua richiesta a causa dei suoi precedenti penali? Cosa dire delle norme ticinesi in materia che prevedono la sistematica richiesta dell’estratto del casellario giudiziale per chiunque richieda un permesso di soggiorno, malgrado siano in linea di principio vietati dagli accordi bilaterali? E più in generale cosa dire della Svizzera e della presenza delle mafie sul nostro territorio.

Argomenti e domande che affronteremo con:

Norman Gobbi, Consigliere di Stato TI

Samuele Censi, granconsigliere GR e presidente della Deputazione del Grigioni italiano

Anna Sergi, criminologa e docente all’università di Bologna

Francesco Lepori, giornalista RSI e responsabile operativo dell’Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata

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