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Neutralità, alle urne il verdetto

Al popolo decidere se lasciare le cose come stanno o rinnovare la costituzione

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  • Keystone
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È un dibattito fiume quello che in questi giorni è ruotato attorno all’iniziativa per la “Salvaguardia della neutralità”, lanciata dall’UDC e dall’associazione Pro Svizzera nelle settimane successive all’invasione russa dell’Ucraina. Ore e ore di discussione in Parlamento a Berna, con il tema a rimbalzare più volte tra Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati. L’iniziativa mira a iscrivere in modo esplicito il concetto di neutralità nella Costituzione del nostro Paese, definendola “permanente e armata”. Ma a far discutere sono soprattutto due altri aspetti: la collaborazione militare con organizzazioni internazionali come la Nato o l’Unione europea e, ancor più, quello delle sanzioni economiche da applicare contro Stati che violano il diritto internazionale. Misure coercitive che l’iniziativa mira a permettere solo se adottate anche dalle Nazioni Unite. In parlamento è emerso anche un controprogetto diretto a questa iniziativa, che riprende il concetto di neutralità “permanente e armata” lasciando però mani libere al Consiglio federale per quanto riguarda l’adozione di sanzioni economiche e la collaborazione in materia di sicurezza.

Quale l’eredità storica del concetto di neutralità e quale futuro dare a questo pilastro dell’identità del nostro Paese? Interrogatavi e argomenti che discuteremo con:

·     Piero Marchesi, consigliere nazionale UDC/TI e membro di Comitato di Pro Svizzera

·     Jon Pult, consigliere nazionale PS/GR

E con un’intervista registrata a Benedikt Würth, consigliere agli Stati Centro/SG

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