Un’immagine scattata a Ilidza, alla periferia di sarajevo nel 1996 (©Keystone)

Bosnia: torna lo spettro della guerra?

La parte serba vorrebbe costituire un proprio esercito

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È stato un rapporto inviato all’ONU dall'Alto rappresentante per la Bosnia-Erzegovina, Christian Schmidt, e reso pubblico dalla stampa, a destare l’allarme. Schmidt ha definito la situazione nei Balcani come drammatica e ha avvertito di un "imminente pericolo di spaccatura" della Bosnia-Erzegovina e della prospettiva "molto reale" di un ritorno ad un conflitto armato. L'Alto Rappresentante ha definito la situazione che sta attraversando il Paese come "la più grande minaccia esistenziale del dopoguerra".

Sono state le reiterate affermazioni di Milorad Dodik, leader serbo dell'Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti a far nascere il timore di un ritorno al passato. In particolare, Dodik ha deciso di ridare alla Republika Srpska (RS, entità a maggioranza serba di Bosnia) le competenze costituzionali trasferite negli anni allo stato centrale. Tali competenze, tra cui la magistratura, la Corte costituzionale, le forze armate e le agenzie di sicurezza porterebbero la RS, secondo Dodik, all'indipendenza o all'autonomia, e soprattutto significherebbero il ritorno al puro accordo di Dayton, che nel 1995 pose fine ai tre anni della sanguinosa guerra di Bosnia. Per questo motivo il leader serbo-bosniaco (unitamente alla Russia) non riconosce il nuovo Alto rappresentante, il tedesco Christian Schmidt, al quale Dayton delega la sorveglianza e l'interpretazione dell'accordo di pace.

In questo clima di tensioni, la scorsa settimana, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha approvato all'unanimità una risoluzione con la quale proroga di un anno il mandato di Eufor-Althea, la missione militare dell'Unione europea in Bosnia-Erzegovina, operativa su mandato delle Nazioni Unite dal dicembre 2004. Dalla sua nascita, 26 anni fa, il Paese non ha mai trovato una reale unità e ieri anche l’inviato speciale americano per i Balcani occidentali, Gabriel Escobar, è atterrato a Sarajevo per cercare di scongiurare una possibile secessione.

Basterà a garantire la stabilità e la pace? Per discuterne a Modem intervengono:

Michael Giffoni, diplomatico italiano, esperto di Balcani;

Azra Nuhefendić, scrittrice e giornalista bosniaca;

Giovanni Vale, giornalista, collaboratore RSI dai Balcani.

 

 

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