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Che macello!

Il municipio di Lugano intenzionato a mettere fine all'esperienza del centro sociale autogestito. Atteso a giorni un rapporto di polizia sui possibili scenari durante e dopo lo sgombero

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Giornata intensa oggi sul fronte della politica luganese, con il municipio riunito per decidere un netto cambio di rotta nei confronti del centro sociale autogestito della città. Su sette municipali, quattro si sono schierati in favore della linea dura, e questo non era mai successo finora.

Non si tratta di uno sgombero immediato, il municipio mira però a segnalare agli occupanti dell’ex Macello che la misura è ormai colma, in particolare dopo la manifestazione anti-fascista di due settimane fa in piazza Molino Nuovo. Protesta che aveva portato anche al ferimento di una giornalista de La Regione.

In piena pandemia, la città rischia pertanto di vivere settimane ad alta tensione, tra chi difende l’autogestione e chi invece ritiene che l’esperienza dell’ex Macello sia andata ormai al di là della legalità. Tutto questo con all’orizzonte la ristrutturazione dell’intero edificio, per dar vita ad un nuovo centro culturale e per riqualificare l’intero comparto, situato praticamente in centro città e nelle vicinanze dell’Università.

Ne parleremo con

  • Karin Valenzano Rossi, capo-gruppo PLR in Consiglio comunale a Lugano
  • Marco Borradori, sindaco della Città
  • Bruno Brughera, portavoce Associazione AIDA vicina all’autogestione
  • Raoul Ghisletta, presidente PS sezione di Lugano

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